Il filo d’Arianna si è rotto

Ciao,

dal 19 settembre 2009 all’8 febbraio 2011 sono stata una delle iscritte al progetto Arianna dell’Oncologia dell’ospedale S. Orsola. Sono stata accolta, ascoltata, seguita, curata. Con precisione, con attenzione. Da persona e non da numero. Un filo collegava ogni passo e quel filo non lo tenevo insieme io, dovevo solo seguirlo.

Tutto questo è avvenuto grazie a delle persone principalmente e con l’aiuto dell’informatica. Io ho fatto un poco la rompiballe nel mio percorso: mi sono sempre rifiutata di girare con un solo foglio. Qui a casa ho un cumulo di fogli, di buste chiuse con referti e consegne, tutti in una carpetta, sono un bel malloppo. Ma quando alle visiste mi veniva richiesto: “ha portato il risultato precedente”? La mia invariabile risposta, sorridente, era: “a che pro? Tanto lei ha tutto nel computer.” La risposta in genere era un sorriso oppure qualche sbuffo, commenti del tipo “eh ma si sta aggiornando” oppure “ma è lento come una macina” oppure “ci metteremo un sacco di tempo a recuperali”. In realtà generalmente dopo pochi minuti tutta la mia storia era lì, sul loro schermo. Solo una volta una dottoressa dell’anestesia ha dichiarato (falsamente) “ah ma io non ho la password” e mi ha spedito in sala operatoria dicendo che avrebbe guardato poi i risultati delle mie lastre pre-operatorie anche se la visita per cui ero da lei era principalmente a questo scopo. A parte questa stupidaggine umanamente è stato favoloso: devi sconquassare il tuo corpo con una medicina invadente che ancora non è in grado di guardarti con la giusta lente MA, MA, le persone hanno mediato favolosamente occupandosi di tutti i tecnicismi. Sapevo sempre che tutta la mia storia era a disposizione ad ogni consulto, e questo è stato di reale aiuto per me: nessun ansia di avere tutti i documenti, di non dimenticare niente. Nessuna incertezza o paura rispetto al fatto che avrei fatto gli esami quando era previsto, senza ritardi. Casomai di altra ansia ci fosse stato bisogno.

Ma adesso tutto questo è finito, e sono ripiombata nel medioevo: nell’umanità e nel supporto tecnico.

Devo fare 3 esami prima del controllo oncologico di inizio luglio: una TAC completa (torace, addome, cervello…sempre per la simpatia di questa bestiaccia di replicarsi da quelle parti e nelle ossa), l’ecocardio per verificare se il cuore non mostra cedimenti successivi al bombardamento da chemio, parapàzum e radioterapia indiretta. E poi gli esami del sangue con i marker tumorali. Stamattina sono andata al CUP a Castel Maggiore e  secondo la signorina, (peraltro per niente gentile ma chi l’avrà formata per relazionarsi con tutte le sfighe del creato?) mi ha rimandato indietro con poco risultato. Ho provato a protestare che i centri CUP non capisco perché debbano essere diversi ma non c’è stato verso: devo andare al CUP del S. Orsola dove forse (forse) potrò prenotare quello di cui ho bisogno. Perché la prescrizione della TAC, scritta a mano, non è abbastanza chiara e lei non capiva (e neppure la sua collega) e quindi magari al S. Orsola sanno a chi chiedere dato che la prescrizione viene da là. E perché  lei non vede disponibilità prima del prossimo novembre per l’ecocardio. Più volte mi è stato detto che se le richieste fossero state per il “nostro” ospedale (Bentivoglio) allora forse qualcosa avrebbero potuto fare. Ho prenotato gli esami del sangue, viva. Non dico che sono scandalizzata, dico che sono incazzata. Molto.

Lu

3 pensieri su “Il filo d’Arianna si è rotto

  1. angela

    Carissima Lucia !
    hai ragione ad essere arrabbiata, anche di piu’ !

    sopratutto perche’ hai visto che non ci vogliono degli extra terrestri per essere organizzati e disponibili, sono sempre loro !
    sono gli stessi medici e le stesse infermiere e le stesse strutture .. io non capisco !

    In questi giorni sono stata parecchio al St Orsola e ti diro’ che nel reparto dov’era la piccola .. e’ fantastico ! Noenatologia e’ un reparto fantastico, bravissimi dottori, infermieri e infermiere speciali e mamme .. mamma mia che meraviglie di mamme che ho visto ! proprio bravi ! fa venire la voglia di dirlo a tutti, complimenti ! io sono tornata a Ginevra (che pensano di essere i draghi del mondo) e quando in questi giorni qualcuno mi ha detto .. o l’Italia, o all’ospedale .. io sono stata proprio fiera di dirgli : un posto fantastico !
    e ho gli stessi ricordi del riparto di fronte, quello delle leucemie, quindi perche’ possono essere cosi’ bravi, organizzati, umani e speciali in un corridoio e poi ci sono delle stronzate che succedono a due passi da li’ senza nessun senso ???

    tipo suoni nel reparto maternita’ perche’ sei una mamma fuori dalla porta ( a prendere l’acqua) e arriva un leone a due teste e ti dice urlando ” l’orario di visite e’ dall’una alle tre !” senza neanche guardarti in faccia .. errare e’ umano .. ma ce n’e’ proprio bisogno di essere un mastino ??

    beh, io credo che sia possibile un mondo di eccellenza, e credo che gli italiani possono veramente essere quelli che ce la possono fare, cominciamo noi .. upssss !

    un bacione, da quella che adesso prenderebbe proprio il treno per tornare a casa SUBITO !!

    1. lucia

      Angela,
      tu vista da qui sei…un tipico cervello in fuga, non so se te ne rendi conto??
      Molti baci, ciao e auguri sempre alla nuova piccolina!
      Lucia

  2. sofia

    Bentornata nel mondo degli umani, Lucy!!!
    Hai tutte le ragioni per essere parecchio incavolata, proprio tutte, ma…
    ero presente quando ti fu presentato il progetto Arianna, “il filo di Arianna” commentasti. Bèh, ma quanto è meraviglioso che questo filo sia stato reciso, e nel minor tempo possibile, quanta gioia, quanta gioia!! Baci, sofi

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