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Chi va con lo zoppo…

Ciao,

i proverbi a volte non sono simpatici, per nulla. Ce li abbiamo in testa e io ne faccio un uso casuale, non ho mai avuto l’abitudine di prenderli davvero sul serio. Oggi mi ritorna questo proverbio (chi va con lo zoppo impara a zoppicare) dopo aver approfondito qualcosa sui neuroni specchio.

L’ispirazione è venuta nel corso del week end, ero a Firenze per il corso di counselling e se ne è parlato, dandoci questa referenza come articolo divulgativo. La scoperta dei neuroni specchio risale agli ultimi 20/25 anni grazie ad un gruppo di neuroscienziati di Parma ed è ancora oggetto di studi per capirne meglio le caratteristiche. Sono legati all’empatia, al linguaggio, all’apprendimento per imitazione. Sono neuroni che si attivano dando un segnale identico al compiere una certa azione o iniziare a compierla quando la vedono in un altro. Colgono quindi in modo riflesso sia l’intenzione che l’azione fatta da un altro producendo un segnale che è identico a quando l’azione viene effettivamente compiuta da me.

macacoSono anche all’origine (così ho capito al corso) di certe forme di “riconoscimento” delle persone, quando con qualcuno accade che il suo modo di agire/reagire mi risulta particolarmente facile, famigliare, chiaro.  Sono all’origine delle necessità sociali dell’animale uomo. C’è chi dice che “i neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il dna è stato per la biologia” (Vilayanur Ramachandran, neuroscienziato). Perché si sta interpretando cosa questa conoscenza nuova porti nell’ambito delle teorie della mente, cioè dell’insieme delle funzioni superiori del cervello.

Quindi… se lascio vagare l’immaginazione vedo che stare con qualcuno che sta male ed evitare che questo ti provochi un riflesso di star male è più difficile per chi ha vissuto lo star male (scusate la ripetizione). Evitare che impatti in qualsiasi misura richiede un bel training. Dovrò pur far apprendere ai miei neuroni specchio che su certe robe pese, anche se le conosco, non devono proprio specchiare un tubo, non trovate?

Sapete qual è la conclusione? Ho proprio bisogno di un corso di counselling. 🙂

ciao

Lu

 

Counselor (wannabe)

Ciao a tutti,

come, anche qui, qualcuno già sa, mi sono buttata nell’avventura di un corso triennale di counselling. Poiché quando ne parlo un buon 50% mi chiede “cos’è?” (il restante mi dice “anche tu?”) faccio un inciso.

La pervasiva Wikipedia ci dice molto bene che “il termine counseling (o anche counselling secondo l’inglese britannico) indica un’attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).”  Il counselor non è uno psicoterapeuta, ma una persona che partecipa ad una relazione di aiuto con una competenza ad hoc, relazione che si sviluppa in tempi brevi per una finalità precisa, non ha obiettivi di indagine profonda né richiede competenza medica.

Ho iniziato il corso a gennaio presso la scuola dell’associazione italiana JET che si basa sull’analisi transazionale, mi impegna un week end al mese per tre anni, mi richiede la frequenza, il tirocinio e la psicoterapia, tutti obbligatori. L’hanno già fatta degli amici, è seria, ha sede a Genova e a Firenze.

Il perché ho deciso di partire per questo “viaggio” si riassume in tre punti:

  • ho voglia/bisogno di aumentare le mie competenze e di avere nuovi titoli da giocare sul piano professionale;
  • ho bisogno di capire meglio, dopo l’avventura della BB, come sviluppare una relazione d’aiuto efficace per l’altro;
  • non ho niente da fare 🙂 visto che è primavera ma mi pare che sian finiti gli uomini sulla faccia della terra…. :mrgreen:

Ho appena passato il wend a Firenze, ho goduto di: un tramonto sull’Arno non strepitoso, di più; della compagnia del mio collega di corso Marco, amico da tanti anni e marito di Laura (così non vi fate viaggi…); di un tabernacolo del Beato Angelico uscito dal restauro all’ex-convento di S. Marco  che mi ha lasciato senza fiato per la bellezza dei colori; della professionalità di chi ha guidato i due giorni.

Auguro a me e voi una buona settimana! Ciaoooo

Lu