Archivio tag: pensieri

Lazy Spippola

Ciao,

mi dichiaro pigra già dal titolo del post: mi sento la vena secca, rimugino ma non parlo, quasi quasi avrei voglia di piangere. Sono passati 3 anni dalla diagnosi di tumore, sto bene ed è fantastico. Non c’è più la carica di energia e di inaspettata fiducia e accettazione che mi ha permesso di passare in mezzo a quel periodo. Sta sfumando anche il ricordo. Ci sono io. Che ci faccio con tutto ciò? Accetto suggerimenti. Intorno nel frattempo c’è chi ancora sta ballando il ballo con la scopa del tumore. C’è nel frattempo fra le amiche chi si è ritrovata questa pippa dentro e ne sta venendo fuori, c’è chi se l’è ritrovata e ha pure scoperto che se ne è andata a spasso per il corpo. Io con la mia salute invece vagheggio un corpo performante che non sento: ho fatto i 500 gradini per salire sulla cupola della cattedrale di St. Paul a Londra e stavo per svenire dopo la discesa. Vi giuro che la metà eran gradini bassi bassi, non c’è proprio niente di stoico in tutto ciò. C’è qualcuno che ha la ricetta della felicità?

kisses

lazyme

Il paradosso empatia-entropia

Ciao,

mentre proseguo i miei studi sull‘analisi transazionale si accavallano alcuni pensieri.

Il primo dei tre principi su cui si basa l’AT è quello che viene chiamato, magari semplicistamente, l’okness. Significa che ognuno di noi è OK: io, tu, gli altri, andiamo tutti bene. Questo andare bene, essere ok, significa che possiamo decidere ed agire autonomamente per perseguire l’obiettivo della nostra realizzazione. Ciò che ci impedisce di farlo, se abbiamo questa percezione, sono decisioni su di noi e sulla nostra vita ancorate nella nostra infanzia, sono le strategie di sopravvivenza che abbiamo messo a punto allora che ancora ci influenzano anche se non sono più adeguate.

L’OKness mi fa pensare bene, l’AT mi fa pensare bene di me e degli altri, del fatto che tutti abbiamo le potenzialità per stare bene.

Quando  ho fatto il corso di “leadership emotiva” parecchi anni fa il tema era l’intelligenza emotiva e la capacità quindi di sintonizzarci con gli altri. Capacità da affinare per migliorare le relazioni e il lavoro ma che tutti in qualche dose abbiamo.

La mia sensazione, anche per la mia esperienza di malattia e cura, è che le persone sono davvero “OK” in larga parte e hanno la capacità di essere empatiche. Penso a mia figlia su facebook, ai forum e mi chiedo…sono strumenti che favoriscono questa crescita dell’empatia espandendo le nostre reti di relazioni? A me pare di si, voi che ne pensate? E, comunque, c’è un problemino.

Rifkin nel suo libro “La civiltà dell’empatia” propone di analizzare il paradosso entropia-empatia: nel corso dell’evoluzione umana l’uomo è diventato sempre più empatico ampliando le propie capacità di relazione, le proprie reti. Questo però ha sempre coinciso con un consumo sempre maggiore di energia.  L’introduzione del libro termina con “possiamo raggiungere l’empatia globale in tempo utile per evitare il crollo della civiltà e salvare la terra?”

Sono arrivata fin qua. 🙂 il resto alla prossima puntata

ciao!

Lucia

 

 

Il copione amartico

Carissimi,

forse qualcuno di voi, finita la Race, si sarebbe immaginato un bel post dedicato ai neutrini del tunnel della Gelmini. I neutrini frettolosi che fra Ginevra e l’Aquila la fan così breve da essere più veloci della luce :-). Ci avevo pensato ma poi sono successe altre cose e sui neutrini ho trovato un bellissimo post di un fisico del Cern, in un altrettanto bel blog divulgativo di fisica che preferisco passarvi il link http://bit.ly/q570ou.
Vi racconto invece quello che mi passa per il cuore, che sono riflessioni dopo il funerale di L., svoltosi ieri. L. ha deciso di togliersi la vita, ci ha provato e poi ci è riuscito.
Nell’analisi transazionale viene sviluppato tra gli altri un concetto, quello di copione di vita. E. Berne lo definisce un piano di vita che si basa su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta decisiva. Il copione della nostra vita, cioè l’intreccio del film della nostra esistenza, è una nostra scelta ma è così radicato nella nostra infanzia e nelle prime esperienze che lo sperimentiamo prima di tutto a livello emozionale e quindi, spesso, come qualcosa di immutabile, che abbiamo dentro e ci spinge  a comportarci in certi  modi. Nel copione si immagazzinano le strategie che abbiamo messo a punto per sopravvivere da bambini, poi da adolescenti e poi da adulti. Strategie mica sempre vincenti rispetto alla vita che ci circonda
Uno dei concetti chiave che è stato sviluppato post-Berne dagli analisti è che il copione non è immutabile. Non è un destino, un fato che non possiamo decidere di modificare. Possiamo CAMBIARLO.

Io ogni tanto sento il bisogno di ricordamelo, lo faccio anche con voi per non sentire un giorno il dubbio di non avervelo detto almeno una volta.

ciao
lu

Antimateria e cambiamento

Carissimi,

spesso mi succede che penso ai contenuti di un nuovo post per giorni vagliando diverse possibilità. Poi, all’ultimo, incontro una notizia che prende il sopravvento 🙂 e ne seguo l’onda. Stavolta ho deciso di fare fifty-fifty.

  1. su Nature Physics è uscito un articolo relativo alla realizzazione e confinamento di atomi di anti-idrogeno ottenuta al Cern e riportata in questo comunicato. La novità più significativa è che questi atomi sono “sopravvissuti” o “esistiti” per ben 1000 secondi offrendo in futuro la possibilità di studiarne il comportamento. Perché studiarlo? Secondo alcune teorie l’atomo di anti-idrogeno dovrebbe avere il buon gusto di comportarsi “come” il suo fratellino, l’elemento più semplice della tavola periodica. Per meglio dire sottomettersi al principio di simmetria CPT (Carica Parità Tempo), cioè dovrebbe comportarsi allo stesso modo di un atomo di idrogeno trovandosi però in un universo “a specchio” in cui cioè la freccia del tempo va in direzione opposta, in cui la materia viene sostituita dall’antimateria ecc… La simmetria CPT ha già avuto delle rilevazioni di violazione di cui ci potrebbe parlare  A., lettrice del blog, che al Cern ha lungamente lavorato su questo ;-).  Attualmente sembra che i fisici desiderino ardentemente che questo anti-idrogeno abbia tutt’altri comportamenti, che non rispetti CPT, e lo desiderano per riuscire a spiegare perché il nostro universo è quello che è dato che con le descrizioni attuali…i conti non tornano.
  2. nel mio ultimo week end a Firenze al corso di couselling si è parlato del colloquio motivazionale in relazione al cambiamento. Questo tipo di colloquio non c’entra nulla con le tecniche di marketing o di selezione del personale, è uno stile di counseling che ha la finalità di favorire il superamento delle difficoltà di adattamento che la persona presenta o di affiancarla e sostenerla nella modificazione di un proprio stile di vita problematico e non salutare (cito dal sito). Il cambiamento è un processo graduale che attraversa specifici stadi, seguendo un percorso ciclico e progressivo. Non è mai un “tutto o niente”. Non è mai definitivo. E’ una spirale che evolve mantenendo il movimento circolare attraverso diversi stadi che hanno a che fare con il recepire un problema nel proprio comportamento, decidere di volerci lavorare sopra, fare dei cambiamenti, starci un poco dentro e poi, in qualche modo, ricaderci.

    La mia sintesi di queste due informazioni è che in questi ultimi mesi mi sento progressivamente sempre peggio. Non riconosco in questa persona che sono io oggi quella che ero durante la malattia. La malattia è stata la mia esperienza come antimateria? Mi ha attivato una “anticarica” positiva nonostante tutto? Cosa ha liberato quella situazione che mi ha permesso di fluire in quel percorso senza rimanerne schiacciata? Succede ad altri questa esperienza?

    Vorrei che la mia realtà violasse l’ipotesi di simmetria fra i due universi. Desidero riportare in QUESTO universo, quello senza bestiaccia, quanto di buono ho sperimentato di poter vivere nell’altro. La speranza è quella che invece di due universi a specchio stiamo parlando di una spirale che include entrambi, che include materia e antimateria, bestiaccia e non bestiaccia, spippola positiva e spippola depressa. In un percorso di continuo, per fortuna, cambiamento.

    Questo ragionamento potrebbe influenzare anche lo studio dell’antimateria dandole un dignità in continuità in un’unico universo per materia e antimateria e facendola obbedire alla freccia del tempo? Al mio amato Hermann Weyl credo sarebbe piaciuto…

    ciao

    Lu

    A day in Spippola’s life (renew)

    Ciao,

    il 27 febbraio 2010 uscivo con questo articolo: a day in Spippola’s life. Il fulcro era la mia giornata alle prese con le attività per “guarire”. Nel mezzo della chemio post operatoria mi barcamenavo fra omeopatia, cibo naturale, medicine, tentativi di movimento fisico, lavoro, figlia e così via…

    Oggi ho fatto questo (tremendo) pensiero: “meglio quando facevo terapia, almeno ogni 3 settimane avevo un giorno per me”. mmmhhhh che fatto pensiero! :roll: :roll: penso allora che vi voglio raccontare com’è fatta oggi la mia giornata, che forse dovrei intitolare “la Spippola alle prese con la società dell’informazione” :mrgreen: .

    Faccio cose che mi piacciono, non son depressa od oppressa ma certo un po compressa pur son sempre la stessa…

    6.10: mi sveglio, penso ai sogni: c’era una casa nuova, spazi con strani arredamenti, S. il mio collega, poi….la sveglia di R., 6.20, non c’è tempo per ripensare. Mi alzo e preparo il suo caffè: penso che vorrei studiare un po canto, non riesco mai ad esercitarmi. Preparo la merenda per lei, penso al suo pranzo e decido: oggi non preparo un tubo, arriva M. e non voglio lasciare roba in giro e poi c’è la bresaola da finire.

    Vado in bagno…per starci in pace  Ma son già le 7.00. Giro per casa: tiro fuori le lenzuola per cambiare i letti, sistemo alcune cose incasinate, metto gli asciugamani puliti. Prendo i fermenti: per l’omeopata il mio secondo cervello ha bisogno di stare bene perché io stia bene e io sono MOLTO d’accordo con lei. Quando la mia pancia sta bene è una specie di gatto che fa le fusa “dentro”. Che sta attaccato ai cosiddetti quando non lo è.

    Penso a vestirmi, vorrei farla breve ma non ci riesco e ci metto troppo. Arrivo al computer alle 7.45, intanto ho fatto colazione iniziando ad ascoltare la registrazione dell’ultima lezione di canto, 8 gg fa, e leggendo in contemporanea una pagina di Altraeconomia. Al cesso un articolo di Internazionale perché non voglio stare fuori dal mondo. Cancello le email di GroupOn che offrono mirabolanti opportunità di coppia o centri estetici/palestre ad almeno 25 km da casa/lavoro e poi quelle del GAS perché a chi cerca un idraulico o una babysitter non so che dire. Poi arrivano le arance di Rosarno, il pesce di valle e 3 mail dicono per la millesima volta di votare SI SI e SI ai referendum(*). Leggo 3 altre mail, due risposte… guardo altre 2 non lette che sono diventate 15 con i reply… non ce la posso fare e non le apro. La vicenda di Current mi arriva non so più da dove ma finisco a sostituire la mia faccia su twitter con l’immagine di “salviamo Current”, a collegarmi con 3 soggetti diversi e a spedire una mail di protesta all’AD di Sky. OK ora ricomincio a sentire la lezione, faccio qualche gorgheggio e “DLIN DLON” cazz… M. oggi è arrivata 20 min prima del solito. Le apro, penso che non me la dovrei permettere questa donna meravigliosa che mi ripulisce casa ma non riesco a rinunciarci anche se ora potrei farlo io.

    Cerco di cantare un paio di volte il brano ma ormai è andata la testa. Sistemo con M. le ultime cose, spengo, chiudo, do l’acqua ai fiori, calo la tenda e sono fuori alle 9 meno 10. Sigh. Ascolto musica allegra e arrivo al buco nero che ingoia le successive 9 ore, con un intervallo di 1h di yoga. Mangio sulla tastiera miglio e lenticchie preparti domenica sera e alterno i soliti 10 lavori diversi che devo fare in contemporanea per il buco nero. Niente di tragico ma mi succhia, penso come a tutti.

    Sono a casa alle 18.40. Leggo due pagine di uno dei libri di Berne sui principi dell’analisi transazionale. Guardo 15 min di TG3. Sono grata ad M. per l’ordine, il profumo e la penombra. R. dorme, si sveglia, si parla del compito di informatica e della scuola. Ripenso al 3 giugno e alla mia TAC, per circa la quindicesima volta nell’arco della giornata. Faccio la lista mentale delle cose che avrei voluto fare. Mando un SMS in risposta a chi mi ha chiesto una cosa 5 giorni fa. Ricarico il cellulare, gestisco via email il fine settimana con il papà di R. Ho voglia di pesce ma in casa non ce n’è e finiamo insolitamente a mangiare fuori, con l’effetto di “non fermarsi mai” che peraltro così continua. Guardo facebook e mando gli auguri ad una persona che stasera ha un concerto, guardo le foto del workshop Gospel di sabato scorso, faccio due commenti. Vado sul forum DCM e scrivo un paio di commenti oltre che comunicare a tutte la mia prossima TC.  Poi scrivo qui…e son le 23….zzzzzzzZZZZZZZZZZZ!

    un abbraccio

    Lu

    (*) è sacrosanto andare a votare ai prossimi referendum (ed è sacrosanto votare SI ma quando se lo ridicono persone che già lo sanno…sono perplessa.

    Avatar

    Ciao,

    nelle mie esplorazioni energetiche e di riassestamento fisico sto vivendo anche commoventi emozioni.

    Come vi ho già scritto ho iniziato a fare Qi-Gong, continuo a fare Shatzu ma ho cambiato persona per esplorare tecniche e scuole diverse e perchè il corpo si assuefà a tutto. Faccio Yoga, se appena mi sento qualcosa storto fisicamente interpello l’osteopata o la fisioterapista. Venerdì ho avuto anche l’antiginnastica mensile, oggi piscina. E’ quasi un 😳  lavoro dedicare tanto tempo al proprio corpo. E i soldi? Anche quelli…diciamo che se ne vanno parecchi, anche quelli, certo. Faccio la cicala di brutto.

    Con tutta questa attenzione al corpo vivo sensazioni nuove e intense. Mica brutte. Del Qi-Gong mi sta appassionando un suono..il “WENG” (così ho capito si scriva…chiedo venia). E’ un suono che si emette con le mani intorno alla bocca che fanno un cono.  Suona come un “uooooong” lungo lungo, lo si dice espirando….somiglia all’OM dell’induismo. So che scrivo bestialità per gli addetti ma non c’è nè su google nè su youtube qualcosa che mi aiuti nella spiegazione e quindi…vado a braccio. E’ un suono che contiene l’energia dell’universo, che vibra con essa. Emettendolo, modulandolo alla ricerca della “mia” frequenza che mi è stato detto mi avrebbe fatto scattare qualcosa dentro, ho trovato una nostalgia. Che c’entra non lo so ma mi risuona dentro, mi fa voglia di ricantarmelo dentro.

    Saltando allo Shatzu l’ultima volta, sdraiata a terra, mi pareva di avere le radici. Avete presente in Avantar quando il tizio “risorge” nel corpo indigeno? Ecco più o meno così. Esaltante la sensazione di avere  un legame così di stabilità, di possibilità di scambiare con la terra.

    “Ecco l’abbiamo persa”…. lo so che lo state dicendo fra di voi :roll: :roll:  “si è fritta il cervello”, “si è bevuta con tutte quelle menate energetiche” “guarda un poco che si combina a pigliarsi un cancro, uno non riesce più a riprendersi dalla fifa” “certo che ne esistono di erbe nuove da fumare…”. Non so che dirvi e non so quanto queste sono vostre o mie parole…ho sempre amato le esplorazioni e non ho mai disdegnato i cambiamenti. Mica li ho sempre scelti, come capita a tutti, ma perchè non viaggiarci dentro? Ma fino a che punto ha senso farlo? Quando fermarsi?

    Oggi ho letto la storia di Mari, morta alla fine di dicembre…. partecipava al forum dove sono anche io. Uno strazio ovviamente e che mi da molto da fare perchè faceva tutto: alimentazione controllatissima, camminate 1h ogni giorno, sempre in forma da anni (aveva già avuto la bestiaccia tanti anni fa)… eppure…l’unica cosa che ha scritto è che forse l’unico problema era l’aspetto psicologico…lì non aveva mai voluto guardare…mai sollevare quel tappeto…. e i medici non si spiegavano perchè la malattia, di per sè, la sua, con caratteristiche meno aggressive di altre, dilagava nel suo corpo a vista d’occhio…. ecco…ecco quello che fa paura. Come ho scritto tanto tempo fa…la componente “psicologica” e non spiegabile di questa malattia di m****

    saluti dalla fumata

    Lu

    “Operata” e recurrence rate

    Ciao,
    riflettevo su questo termine. Operata: verbo operare, declinazione al femminile di un passato, comunque contiene un’azione, subita per quanto agita.

    Operata è un termine usato fra le donne che hanno avuto avuto una diagnosi di tumore al seno quasi come “nome”: una donna finita nel girone infernale è un'”operata”, una che ha passato il percorso di intervento chirurgico, certamente radio, nella maggioranza pure chemio. Fin dall’inizio non ho mai capito e non mi è mai piaciuto questo “nome”. “Anche tu sei un’operata??” Istintiva risposta “No”.
    Lascio scorrere e rifletto, forse la mia è un reazione eccessiva.
    Operata significa anche mettersi al riparo dagli ingombranti tempi verbali della domanda “anche tu …… un tumore al seno?” Perché cosa si può dire…. “Hai avuto?”, è più scaramantico un  “Hai?” oppure è più sfigato? Meglio niente? Come ti appello, come ti chiamo per capire se abbiamo un’esperienza in comune?
    Operata è la cosa che mi identifica di meno in questo percorso. E’ la cosa che ho odiato di più. Io non volevo l’operazione, non l’avrei mai voluta. Perché per guarire sappiamo solo tagliare? Possibile non ci siano alternative? Questo seno è un sacchetto che si sgualcisce ad ogni pressione. Eppure mi è andata bene, preferivo avere un sacchetto pieno di lattice e basta? Per tante la strada è questa. Lascio scorrere e rifletto, forse la mia è un reazione eccessiva.

    Ieri ho fatto la visita chirurgica di controllo. La buona news  è che va ancora tutto OK. Ho chiesto le percentuali note rispetto alla recidiva in un quadro come quello mio complessivo (tipo di tumore iniziale, reazione alle cure, risultati eccetera) e la risposta è stata 6/7% di recidiva nello stesso seno nei prossimi anni e 10% di recidiva nell’altro seno. Uhm, avrei voluto sentire altro.  Lascio scorrere e rifletto, forse la mia è un reazione eccessiva.

    un abbraccio!

    Lucia

    -3 all’alba

    Ciao cari/e,

    come state? Io benino, grazie. L’unica cosa che mi ha preoccupato in questo periodo è stato l’ingrossarsi della mano sinistra e del polso. Prima ho pensato fosse il temutissimo linfedema di cui su Google  potete vedere immagini spaventose che non mi va proprio di inserire. Il problema, tecnicamente, nasce dalla mancanza della stazione linfatica sotto l’ascella e dal ristagno di linfa che persa la propria stazione è un treno che non sa dove andare. Il linfedema accade nel primo anno post intervento e va curato con massaggi e non sottovalutato per non ritrovarsi con il braccino da Hulk senza peraltro riuscire a tirar su un peso.

    Dopo un po di agitazione e di consulti una prima conclusione è che io abbia infiammata una guaina. Ora non è che so esattamente oppure che ho capito bene bene di cosa si tratta. Direi di aver capito che le guaine sono relative al tessuto nervoso periferico, quindi ai nervi. Di fatto, nonostante impacchi di varie tipologie medicamentose (argilla, arnica fino al chimico artrosilene) continuo ad avere mezza mano più gonfia ed ogni volta che porto un peso, anche minimo, con questa mano, il gonfiore si accentua.Naturalmente ….vorrei non averlo e la prima cosa che mi è venuta in mente è un effetto collaterale del parapazum (o trastuzumab). Mancano ancora 3 infusioni, ancora 3 appuntamenti con la flebo e poi…dovrei aver finito. Ne ho però già 15 in corpo e quindi..sai mai? Internet però nega un suo contributo: side effects a carico di cuore e polmoni se ne trovano a manetta ma sui nervi..un fico. Peraltro quando avevo fatto la stessa domanda circa la mia onnipresente infiammazione ai tendini delle caviglia la risposta della oncologa era stata un eloquente “non c’entra un cappero”.

    Se fate un ricerca su Google con “guaina dei nervi” il risultato è una fila di siti in cui fra i primi 3 due parlano di un sedicente tumore ai nervi. Fanc*** 👿

    Uno di questi però si rivela un classico sito profittone pieno di GoogleAnnunci e di immagini raccapriccianti fatte apposta per spaventare chiunque. Io questi li prenderei per palle e ovaie….. perchè ci vuole un poco di freddezza per pensare che non sono attendibili e che non mi riguardano. Fanc*** a loro che la rogna li colga nelle parti intime…

    Bene, ciò detto circa i miei aggiornamenti scappo, oggi pomeriggio canto (canto!) in piazza a Sasso Marconi. AH..non ve l’avevo detto??? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: ho cominciato a giugno… queste sono le date del tour in corso! 😀

    ciaooooooooooooooooo

    Lu

    quasi quasi non vedo l’ora che…

    Sto meglio…si sto proprio meglio. 🙂

    Non so se sono i miei trentacinque rimedi omeopatici giornalieri oppure, semplicemente, ho passato la boa dei 10 giorni dalla terapia. Ma sto meglio, proprio meglio. Figuratevi che il pensiero che mi è venuto alla mente ieri è stato: vorrei fosse già il giorno della prossima…. Ho fretta di finire. Ho voglia di finire. Ho visto che davvero si può tornare a stare bene… Dove?

    Venerdì scorso ci siamo ritrovate: un gruppo di 7 donne incontrate sul forum “durecomemuri“. Pensate…una abita a venti metri da me. Mai vista. Che storia!…. Eravamo un piccolo mondo..pazzesco, oltretutto rappresentativo 🙂 veramente. Pensate un pò, c’erano:

    • 5 ormonali, 1 tripla negativa, 1 ErbB2 positiva (io) –> per i non addetti sono le caratteristiche indicate nell’istologico che determinano anche le differenti cure. La mia tipologia rispecchia circa un 20% dei casi.
    • età dai 32 ai 49, 3 entro i 30 e 4 oltre i 40.
    • 1 in separazione, 1 divorziata (single), 1 risposata, 1 sposata, 2 con un compagno, 1 single.
    • 3 mamme, 2 aspiranti mamme, 1 forse, 1 no.
    • 2 ancora in chemio, 4 che l’han finita, 1 che non l’ha fatta
    • 5 tette nuove, 2 decurtate
    • tutte lavoratrici ma con agli estremi da chi non ha voluto perdere un solo giorno di lavoro per la chemio 8anche se stava male) a chi è stata  a casa 9 mesi….

    mentre in pizzeria rumoreggiavamo intorno al tavolo in numerosi brindisi a “Fanc***!” penso che gli astanti fossero un pò stupito/imbarazzati dai toccamenti di tette e dagli scolli aperti per mostrare la novità. E dal parlare di terapie, di parrucche, di tette, di paura di morire, di desideri, di medici, di tumore in faccia a tutti.

    E’ stata una bella serata….come potrei concludere??… W Internet?

    ‘notte

    Lu

    …dead calm

    Dead calm: bonaccia..non c’è vento.

    Ore 4.30 a.m., son sveglia circa dalle 3.00. Da alcuni giorni mi sento come se il surf si fosse capovolto, fermato, inabissato. Non c’è vento.

    Quale surf? Quello con cui ho navigato sopra le onde della notizia della malattia, gli esami di approfondimento, la preparazione alle terapie, la chemio, la perdita dei capelli e tutti gli altri effetti collaterali, gli esami di controllo, la preperazione all’intervento, l’operazione, il post.

    Un surf mosso da un vento fatto di energia, positività, determinazione, slancio, sicurezza con cui ho navigato a pelo d’acqua, senza cadere.

    Adesso è calma piatta e non so dove trovare il soffio per ripartire. Mi sento debole, affaticata, molto affaticata, vuota. Non vorrei arrivare a questo prossimo appuntamento con la tavola capovolta mentre io sono in acqua. Mi spaventa un bel pò. Il mio surf e il mare su cui mi muovo sono mossi da venti diversi: io sono ferma ma il mare non è mica calmo. Anzi, è in arrivo una bella tempesta.

    ciau

    Lu